Battuage

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Battuage è un finto francesismo, probabilmente coniato all'interno della comunità gay a ridosso del secondo conflitto mondiale, per definire scherzosamente (1) l'atto di cercare rapporti sessuali occasionali con sconosciuti (ossia "battere" "battere") e (2) i luoghi convenzionalmente "battuti" a tale scopo.

Origine

Nonostante la pronuncia, il termine non ha alcun rapporto con la lingua francese (che usa, per indicare lo stesso fenomeno, il verbo drague, "dragaggio", così come l'inglese parla di cruising o lo spagnolo di ligue).
Esso rimonta all'epoca in cui i venditori ambulanti "battevano alla porta" e "battere" significava quindi "vendere casa per casa", "vendere al minuto". Ironicamente si disse allora che le prostitute "battevano" non le porte bensì "il marciapiede", dando così una connotazione sessuale al verbo "battere".

In un momento storico non meglio noto "battere" fu assorbito nel gergo omosessuale con il significato di "fare quello che fanno le prostitute"
Un esempio analogo d'autoironia è nel diffusissimo termine "gay", che si usava in origine per indicare, come gay woman, una "donnina allegra", ossia una prostituta. Esso fu riutilizzato all'inizio del XX secolo dagli omosessuali nordamericani per definire se stessi, ossia "offrirsi, mettersi a disposizione per rapporti sessuali" (con una voluta sfumatura ironico-camp), per assumere solo in un secondo tempio l'attuale significato di "cercare un partner".

Generalmente, i luoghi di "battuage" sono luoghi all'aperto o facilmente accessibili da un vasto pubblico, frequentati da singoli o coppie. L'attività del "battere" omosessuale si differenzia dalla prostituzione (indicata nel gergo con verbi differenti, come "smarchettare" o "andare a marchette") in quanto non presume un rapporto sessuale a pagamento[1].

Tra i luoghi più utilizzati per il "battuage", documentati a partire almeno dal XVII secolo, vespasiani, parchi cittadini, spiagge, cinematografi e parcheggi.

A partire dal XXI secolo il maggiore fascino dell'inglese rispetto al francese sta favorendo la sostituzione di "battuage" col corrispondente gergale americano "cruising"[2].

Nel 2015 il gruppo "Vucciria teatro" ha prodotto una pièce, per la regia di Joele Anastasi, intitolato appunto "battuage", ed ambientato in un luogo d'incontro sessuale. Significativamente, tale luogo immaginario è popolato anche da "prostitute e scambisti", laddove nella realtà l'incontro omosessuale tende deliberatamente ad evitare di mescolarsi con l'incontro eterosessuale, per paure degli atti di violenza omofobica che finirebbero per innescarsi, o più semplicemente per paura da essere visti e riconosciuti da conoscenti eterosessuali.

Esempi d'uso

  • Tentiamo dunque di tracciare (...) un itinerario di Milano anche per quelli che, pur abitandovi, storcono le chiappe e il naso all'idea di lasciarsi andare a uno sfrenato ed eccitante battuàge. ("Lambda" n. 25, gen. 1980, p. 16).
  • E' possibile esplorare tutta una seria di luoghi e situazioni gaie, dal battuage "ecologico" ai bar e locali pubblici. ("Babilonia" n. 34, marzo 1986, p. 23).
  • I battuages al veneziano "muro del pianto" o sulle mura di Ferrara, o, magari, nel famigerato cinema Diana. ("Babilonia" n. 36, maggio 1986, p. 33).
  • E poi negozi gestiti da gay, battuage all'aperto, un ristorante gay di prossima apertura, una presenza di movimento sempre vivace. ("Babilonia" n. 40, ottobre 1986, p. 46).
  • E' molto importante che gli accoppiati non si sentano respinti da un mondo gay che dovrebbe inevitabilmente coincidere coi "singles" e col battuage, con gli scapolacci che cercano un partner diverso ogni sera. ("Babilonia" n. 45, aprile 1987, p. 10).
  • Senza tema di smentita, a Milano, ogni sala a luci rosse è inevitabilmente territorio di battuage ("Babilonia" n. 64, febbraio 1989, p. 17).

Storia

La storia dei "battuage" è poco documentata. Tra le prime testimonianze (anche se ne esistono di precedenti) di luoghi di incontro all'aperto per omosessuali (La Galleria e il Castello Sforzesco a Milano, il Circo Massimo a Roma, l'emiciclo della Stazione FF.SS. a Sassari, la "Fortezza da Basso" a Firenze, il "Muro del pianto" a Venezia) ci sono quelle riportate nel testo Milano sconosciuta, del 1879, di Paolo Valera. Alberto Costa, nel testo Rettili umani, del 1889, descrive il battuage alla Fortezza da basso a Firenze in questi termini:

« Erano circa le nove e mezza quando arrivai. La prima fermata la feci dinanzi alla fortezza dalla parte della dogana; ma non vedendo nulla seguitai fino al ponte della ferrovia.

Su di una delle panchine che prospettano il muraglione della via ferrata, sedevano degli individui, tutti giovani, e, a giudicare dagli abiti, di condizione civile. Discorrevano a voce bassa: ma dalle parole che di tratto in tratto venivano fino a me mi convinsi subito non esser stata la mia gita fatta invano. Era questione di aspettare.
Avevo prima cercato di nascondermi dietro le piante che rasentano il muro della ferrovia: ma poi, attraversando il viale, mi ero portato fino a quelle in faccia alla panchina, e lì rannicchiato vedevo tutto. Era un andare, un venire continuo dalla panchina su cui quegli individui sedevano, al di là dei boschetti che stavano ai piedi del muraglione della fortezza.
Erano quasi le undici quando quei giovani partirono; io mi recai, come al solito, a trovare gli amici al caffè degli artisti, via Guelfa.
Verso la mezzanotte il paziente pederasta, che riconobbi per uno dei frequentatori, entrò rosso come un gambero e tutto dinoccolato. »

Va comunque osservato che il diffondersi dei social media rivolti a un pubblico gay, permettendo di prendre appuntamenti senza doversi preventivamente recare in un luogo prefissato, ha drasticamente ridotto la popolarità di questo tipo di luoghi fra le generazioni più giovani. Essi non sono tuttavia scomparsi in quanto prediletti da quella parte del mondo omosessuale, fra cui molti migranti di prima generazione, preoccupati di non lasciare tracce di nessun genere delle proprie frequentazioni omosessuali, attratti dall'anonimato assoluto garantito in genere da questi luoghi d'incontro.

Note

  1. L'indicazione in questo senso data dal dizionario Garzanti online non ha riscontro nel gergo omosessuale, nel quale il "battuage" indica sempre il rapporto consensuale e gratuito.
  2. A volte Cruising è usato anche per indicare specificamente un locale notturni dedicati allo scambio sessuale sotto formula di circoli privati riservati ai maggiorenni ("Ma il locale X è una sauna?" "No, è un cruising").

Voci correlate

Link esterni