Arcigay Brescia

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L'Orlando al World Pride del 2000.

Arcigay "Orlando" di Brescia è il comitato locale di Arcigay che opera, dal 1994, nella città e nella provincia di Brescia. Il nome "Orlando" richiama al titolo dell'omonimo capolavoro di Virginia Woolf.

La storia di Arcigay Brescia

"Orlando" nasce informalmente nel 1994, dopo un lungo dibattito politico, dall'unione di due piccoli gruppi di militanti omosessuali distinti che operavano nella città dal 1992 soprattutto con iniziative di socializzazione: "Il Risveglio" o "Man at work", che era composto da soli uomini e "La gallina esplosa".

A Brescia, conclusa l'esperienza del Fuori! locale che negli anni '80 aveva organizzato iniziative in città, era scomparsa la militanza organizzata e i due gruppi informali costituivano semplici nuclei di amici che si riunivano perchè avrebbero voluto fare qualcosa per la comunità omosessuale locale. La Gallina esplosa troverà anche, per un breve periodo ospitalità in via fratelli Ugoni presso un collettivo anarchico, mentre i Men at work cercavano militanti con un annuncio sul mensile gay Babilonia.

I due gruppi dibatteranno a lungo su quale forma assumere per formalizzare la loro esistenza. Da una parte alcuni militanti richiamavano all'esperienza radicale a cui erano intimamente legati, dall'altra c'era chi chiedeva l'adesione ad Arcigay e, politicamente, era prossimo alla Sinistra. La volontà comune era quella di entrare a fare parte di una rete nazionale di militanti lgbt e di rapportarsi più attivamente con le isitituzioni locali.

A sciogliere l'empasse, nel 1996, quello che di li a breve sarà nominato presidente del gruppo, Giampaolo Zubani, con una proposta di statuto ispirato a quello di Arcigay Bologna che avrà il favore della maggioranza del gruppo e porterà alla fuoriuscita di alcuni militanti e alla formalizzazione di "Orlando" come circolo arcigay prima, e comitato poi.

I due gruppi si fondono, aderiscono ad Arcigay, e decidono di cambiare nome in "Orlando", anche per l'uscita del film omonimo ispirato al romanzo di Virginia Woolf e trovano ospitalità inizialmente in via Cefalonia presso la sede di Legambiente, per poi traslocare in seguito in via Villa Glori, ospiti, di ARCI Nuova Associazione, in spazi angusti, gomito a gomito con le lesbiche separatiste dell'associazione Pianeta viola. Il primo nucleo, sotto la presidenza Zubani, opera attivamente nell'auto-aiuto dei soci nell'accettazione e nel consolidamento del numero di isciritti.


Alla fine del 1997, in coincidenza con la registrazione del primo vero statuto, Arcigay Orlando si trasferisce in Piazzale Arnaldo 21, ospite del circolo Arci Arnaldo, e assume il nome di "Centro culturale d'iniziativa omosessuale Orlando" che sarà semplificato in "Arcigay Orlando" solo nel 2002.

Nell'estate del 2000 Arcigay Orlando è "sfrattato" dal Comune di Brescia che decide di destinare gli ambienti ad altro uso,e ottiene una sede provvisoria in via San Faustino 38.

I presidenti che si sono avvicendati alla guida del comitato sono: Giampaolo Zubani, Nicola Broli, Andrea Piccoli, Sergio Mazzoleni, Luca Ceglia, Luca Trentini, Gianluca Archetti, Andrea Scalmana, Davide Parrotta e Federico Marchiori.

Le attività di Arcigay Orlando

Si dalle sue origini Arcigay Orlando si muove molto visibilmente in ambito culturale con una riuscita rassegna cinematografica.

Il cineforum periodico, che inizialmente aveva luogo all'interno dei locali di Arcigay, grazie ad una partnership con Zona Franca assume contorni pubblici in occasione dei cento anni di storia del cinema con una serie di partecipate proiezioni.

Nel 1998 nasce la rassegna "Nessuno uguale…" che, si ripeterà per qualche anno, e che sarà ospitata nell'aula magna dell'istituto Castelli, quindi trasferita al Piccolo Cinema Paradiso, poi all'auditorium del Museo di Scienze naturali e, infine, nella sala Buozzi della Camera del Lavoro.

Arcigay Orlando si muove in diversi ambiti. In ambito culturale organizza cicli di conferenze, seminari e corsi di approfondimento per docenti, spettacoli teatrali, presentazioni di libri e è dotato di una biblioteca e videoteca a tematica lgbt.

In ambito politico il gruppo promuove la partecipazione alle manifestazioni del pride, edi Arcigay, insieme alla costante sollecitazione delle istituzioni locali.

Tra le iniziative anche quella, dal marzo del 2004 al giugno 2004, di pubblicazione di un magazine cartaceo loale dal titolo "Cool!" e il tentativo di lancio di una "one night" mensile: il Duty Free, dapprima presso il Trap, una discoteca che si rivolge ad un pubblico gay, e poi presso il Freemuzik.

2006, Piazza Loggia contro la violenza alle donne

Il 25 novembre 2006 Arcigay Orlando Brescia organizza una partecipata manifestazione nazionale contro la violenza alle donne e l'omofobia.

Nei giorni precedenti due ragazze lesbiche avevano denunciato attraverso i media una serie di attacchi omofobi, tra questi l'effrazione in casa,la distruzione dei mobili, svastiche incise sull'auto e altro.

La manifestazione avrà successo con un lungo corteo aperto dallo striscione "Con Doriana e Marcella, basta violenza alle donne" che si snoda per le vie della città (via X Giornate, via Gramsci, via Vittorio Emanuele, via Mazzini e piazza Duomo), "tra striscioni e bandiere di Arcigay e Arcilesbica, sono spuntate molte bandiere della pace, dei Ds, dei Verdi, di Rifondazione, di Legambiente, della Cgil e dei Cobas, del centro sociale Magazzino 47"[1]. In Piazza della Loggia dove, su di un palco, si terranno i discorsi di rito, parteciparanno militanti di Arcigay da tutto il nord Italia, cittadini e forze politiche di centro-sinistra.

Piazza Loggia, alla fine del corteo, risulterà colma di manifestanti (la Questura parla di almeno un migliaio di persone[2]) e il sostegno e solidarietà alle ragazze saranno espressi da più parti sia in ambito locale dai dirigenti politici come Arturo Squassina (Ds) Paolo Mori e Paolo Vitale (Verdi), Osvaldo Squassina (Rifondazione), Dino Greco della Camera del lavoro di Brescia e Piera Maculotti, presidente della Commissione Pari opportunità del Comune, sia nazionale con l'adesione dei ministri Barbara Pollastrini, Paolo Ferrero e Alfonso Pecoraro Scanio. Alla manifestazione parteciperanno, tra gli altri l'onorevole dell'Ulivo Franco Grillini, la presidente di Arcilesbica Cristina Gramolini, il presidente di Arcigay Aurelio Mancuso. Non interverrà, a sorpresa, il sindaco della città Paolo Corsini.

Nei giorni successivi la stampa nazionale, stando a indiscrezioni sulle indagini di provenienza giudiziaria[3], metterà in dubbio gli eventi omofobi denunciati dalle ragazze. I contorni della vicenda non saranno mai chiariti. Nel dicembre dello stesso anno, sull'onda dell'eco nazionale generata dal caso, un altro giovane, questa volta di Palazzolo, denucerà il ritrovamento di un volantino omofobo sotto le serrande del garange[4]. Un uomo, ancora, denuncerà di aver subito un pestaggio[5] nella zona industriale della città, un luogo di battuage per omosessuali.

2012, matrimoni gay per San Valentino

Il 14 febbraio 2012 Arcigay Orlando diffonde sul web il video musicale a sostegno del matrimonio gay Ti sposerò sulle note dell'omonimo brano dall'album Quinto mondo (2002) di Jovanotti e con la partecipazione di "Una zebra a pois" (il gruppo giovani del comitato), militanti dell'associazione, dirigenti di Arcigay come Maura Chiulli e la partecipazione di Rita de Santis, presidente di Agedo.

Il video, del regista Luca Cerlini e con la sceneggiatura di Davide Parrotta conquista in poche ore le prime pagine dei maggiori quotidiani web italiani [6] e raggiunge gli oltre 80 mila visitatori certificati in meno di due giorni[7] e diffusione globale assumendo il primo video musicale prodotto e diffuso dalla militanza gay italiana.

Nel clip una coppia di ragazzi, ed è lo stesso Davide Parrotta a fare da protagonista, ritratta dapprima nella serenità del quotidiano con sullo sfondo la città di Brescia, o in iniziative militanti come l'Europride Roma 2011. I due, dopo una ufficiale proposta di matrimonio, scelgono l'abito, gli invitati e si scambiano gli anelli di fronte al sindaco, impersonato dall'ex presidente di Orlando Sergio Mazzoleni. Seguono i festeggiamenti e altre promesse di matrimonio.

Il video, realizzato in sei mesi con attori non professionisti e costato 2500 euro interamente coperte da sponsor locali e da un contributo di Arcigay, insiste volutamente su elementi (come gli smoking degli sposi) che richiamano con forza al matrimonio tradizionale come spiega il regista:

« C'era la voglia di raccontare una cosa bella e serena e che toccasse un po' tutti. Il video narra di un matrimono estremamente canonico e rappresentato, per quelle che sono tradizioni nostre e anche italiane. Si voleva tirar fuori una cosa comune alle persone che lo avrebbero guardato. Non mi sento di aver raccontato un matrimonio gay, ho raccontato un matrimonio »
(Luca Cerlini[8])

Voci correlate

Collegamenti esterni

Note

  1. Thomas Bendinelli, No alla violenza sulle donne, "Bresciaoggi", 26 novembre 2006, p.16.
  2. D.Z.,Corteo e comizio contro violenza e discriminazione, "Il Giornale di Brescia", 26 novembre 2006.
  3. Anonimo, [«Perseguitata perché gay» Il pm: si è inventata tutto http://archiviostorico.corriere.it/2006/dicembre/17/Perseguitata_perche_gay_inventata_tutto_co_5_061217002.shtml], "Il Corriere della Sera", 17 novembre 2006
  4. Marta Rossi, L'ennesima storia di omofobia: "Il quartiere è stanco dei gay", in "Il Brescia", 11 dicembre 2006, p. 25.
  5. Anonimo, 38enne aggredito fuori da un locale, in "In Città (Brescia)", 5 dicembre 2006, p. 5.
  6. Anonimo, Ti sposerò: l'Arcigay per San Valentino, "Repubblica.it", 14 febbraio 2012.
  7. Anonimo, «Ti sposerò»: boom di visite su Youtube per il videoclip dell'Arcigay Brescia, "Corriere.it (Brescia)", 16 febbraio 2012.
  8. Stefano Bolognini, Intervista al regista Luca Cerlini, Libera.tv, 27 febbraio 2012.