Archivio delle psicopatie sessuali

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Voce scritta da Giovanni Dall'Orto, liberamente editabile.
Frontespizio dell'"Archivio delle psicopatie sessuali".

L'"Archivio delle psicopatie sessuali", "rivista quindicinale", fu primo periodico al mondo nato con lo scopo di "aiutare" gli "anomali sessuali" a vivere meglio, facendo piazza pulita dei pregiudizi attraverso una migliore comprensione scientifica della loro condizione. Fu fondato nel 1896 dal criminologo napoletano Pasquale Penta, che in questa iniziativa precedette anche il celeberrimo "Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen" di Magnus Hirschfeld, che sarebbe nato solo nel 1899. Quanto al periodico "Der Eigene", fondato nello stesso anno, in realtà essa era una rivista politica anarchica, che solo a partire dal 1898/1899 avrebbe iniziato ad affrontare tematiche sessuali ed omosessuali, trattando poi solo di questo tema a partire dal 1899.
All'"Archivio" collaborarono alcuni fra i più importanti nomi del nascente "liberazionismo" sessuale europeo, come Marc André Raffalovich, Richard von Krafft-Ebing, ed Havelock Ellis. Nonostante il suo carattere d'avanguardia, o forse proprio per questo, il periodico ebbe però solo un anno di vita. La chiusura, avvenuta senza spiegazioni, fu probabilmente dovuta non a un insuccesso commerciale, visto che era stato necessario ristampare i primi tre numeri andati esauriti, ma a resistenze di tipo morale[1].

Rassegna di articoli

Qui di seguito elenchiamo alcuni degli articoli più significativi di questo periodico in relazione al tema dell'omosessualità:

  • Andrea Cristiani, Autopederastia in un alienato, affetto da follia periodica, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 182-187. Sul caso d'un omosessuale rinchiuso in manicomio, sodomita attivo e passivo, che in mancanza di meglio per eccitarsi introduceva nell'ano oggetti. "Egli come degenerato è anche sessualmente pervertito, e come degenerato manca di senso morale che valga a frenare lo sfogo dei pervertiti istinti sessuali" (p. 186).
  • Havelock Ellis, Nota sulle facoltà artistiche degli invertiti, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 243-245. Breve nota in cui si osserva che "è evidente che v'è un nesso positivo tra inversione e facoltà artistiche".
  • Giulio Pelanda, Ernie ed anomalie sessuali, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 85-93. L'autore aveva "scoperto" che fra i ricoverati nel manicomio di Verona, molti di coloro che sono "sessualmente pervertiti" soffrivano anche di ernia. L'ernia è dunque, si chiede, un ulteriore sintomo di "degenerazione"? Naturalmente non prende in considerazione l'ipotesi che gli internati in questione si fossero dati all'omosessualità per mancanza di donne...
  • Giuseppe Penta, Altro caso d'inversione sessuale in donna, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 94-96. Breve nota sul caso di una donna omosessuale, che lascia trasparire una certa tolleranza divertita della società nei suoi confronti.
  • Pasquale Penta, I pervertimenti sessuali nell'uomo e Vincenzo Verzeni strangolatore di donne: studio biologico, L. Pierro, Napoli 1893. La monografia parla d'un caso di sadismo eterosessuale che aveva fatto molto parlare di sé. Non tratta di omosessualità.
  • Pasquale Penta, Dei pervertimenti sessuali: caratteri generali, origine e significato dimostrati colle autobiografie di Alfieri e di Rousseau e col dialogo "Gli amori" di Luciano, "Archivio delle psicopatie sessuali" I 1896, fasc. 1 e 2. Anche in estratto: Capaccini, Roma 1896. Testo breve e divulgativo, curioso per certi documenti che cita (come l'autobiografia dell'Alfieri).
  • Pasquale Penta, L'origine e la patogenesi delle inversioni sessuali secondo Krafft-Ebing e gli altri autori, "Archivio delle psicopatie sessuali" I 1896, pp. 53-70. Estratto: Capaccini, Roma 1896. Sintesi documentatissima delle spiegazioni date dai vari autori di fine Ottocento per spiegare le "cause" dell'omosessualità. Vivamente consigliata a chi volesse un agile riassunto delle tesi prevalenti all'epoca.
  • Pasquale Penta, Rassegna generale dei varii studi pubblicati sui pervertimenti sessuali dai primi sino ai più recenti dei giorni nostri, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 91-105 e 11-117. In questa eccellente rassegna sono in breve riassunti i contributi di Johann Ludwig Casper (1856/58), Auguste Ambroise Tardieu (1857) e Carl von Westphal fino al 1870 circa. Penta aveva intenzione di proseguirla, ma la sparizione della rivista dopo una sola annata glielo impedì.
  • Pasquale Penta, Recensioni, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 26-27, 123-125, 192-198, 261-262, 284-286, 304-306, 322-324. Le recensioni di Penta non si limitano ad analizzare i libri, ma ne discutono le tesi, argomentando. Di particolare interesse le pp. 192-198, in cui è fra l'altro esposto il caso d'un omosessuale californiano che a poco a poco venne letteralmente spinto alla pazzia per la sua "diversità" (fra le altre cose fu persino castrato dalle autorità!).
  • Pasquale Penta e Alfredo D'Urso, Sopra un caso d'inversione sessuale in donna epilettica, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 33-39. Estratto: Capaccini, Roma 1896. "Ogni profonda degenerazione psichica (...) non solo àltera (...) le funzioni mentali, ma (...) disturba anche il normale apparire degli istinti sessuali". L'epilessia e l'omosessualità della ragazza in questione sono perciò messe in stretta relazione.
  • Raffaele Perrone-Capano, Recensioni, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 127-128 e 286-290. Due recensioni, una delle quali è un prezioso riassunto di Perversion et perversité di Laupts. Divertente l'accenno a un "invertito di occasione, un giornalista inglese" il cui processo di era appena concluso: un certo Oscar Wilde... Altre recensioni di altri autori sulla stessa rivista sono alle pp. 198-200 e 203-204.
  • Marc André Raffalovich, Gli studi sulle psicopatie sessuali in Inghilterra, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 177-181. Estratto: Capaccini, Roma 1896. Vibrante appello contro il puritanismo e l'ipocrisia inglesi, che impedivano la pubblicazione di qualsiasi studio sull'omosessualità, aumentando così l'ignoranza, ed anche la "pericolosità" di questo comportamento, come pure le sofferenze inutili di molti "innocenti". Raffalovich viveva in Inghilterra, ma fu costretto a pubblicare all'estero i suoi studi sull'omosessualità (per lo più in lingua francese).
  • Giuseppe Ziino, Fu Shakespeare uno psicopata sessuale?, "Archivio delle psicopatie sessuali", I 1896, pp. 307-309. Estratto: Capaccini, Roma 1897. Sì, risponde l'autore, lo fu. (Questo brevissimo articolo sembrerebbe un capitolo tratto da un libro di maggior mole).

Note

  1. Così Chiara Beccalossi, Female sexual inversion. Same-sex desires in Italian and British sexology, c. 1870-1920, Palgrave Macmillan, London 2012, pp. 158-159.

Voci collegate

Bibliografia

  • Chiara Beccalossi, "Archivio delle psicopatie sessuali", in: Female sexual inversion. Same-sex desires in Italian and British sexology, c. 1870-1920, Palgrave Macmillan, London 2012, pp. 154-158.

Link esterni