André Baudry

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Il necrologio ad André Baudry su Le Monde

André Baudry (Rethondes, 1922 - Napoli 2018), è stato filosofo, scrittore e pioniere del movimento omosessuale con la fondazione della rivista omofila Arcadie.

Biografia

André Baudry nasce il 31 agosto 1922 a Rethondes in Francia e cresce in una famiglia borghese fino alla morte della madre, nel 1930. Destinato al sacerdozio è educato in un collegio gesuita in Bretagna dove rimane fino a 17 anni. Lascerà il seminario, stando a Julian Jackson, "dopo un tentativo senza scrupoli di seduzione" del suo direttore di coscienza[1]".

Dopo la Seconda Guerra Mondiale trova lavoro come professore di filosofia in una scuola gesuita di Parigi, città dove incontra e frequenta gli scrittori Roger Peyrefitte e André du Dognon de Pomerait che lo introducono al mondo omosessuale parigino.

Si interessa al vivace dibattito sulla sessualità a partire dalla fine degli anni Quaranta del Novecento, nel 1952 comincia a collaborare con la rivista omosessuale "Der Kreis" sotto lo pseudonimo André Romane e nel 1954 fonda l'associazione omofila "Arcadie". E' stato un pioniere della visibilità omofila ed è apparso in televisione diverse volte.

Nel 1974 l'editore Vallecchi traduce e pubblica in Italia il suo lavoro Gli omosessuali.

Nel 1982, con la chiusura delle sua attività editorali, si trasferisce in provincia di Napoli con il compagno della sua vita.

Baudry è morto a Napoli l'1 febbraio 2018, a 95 anni.

Gli anni di Arcadie

André Baudry è stato fondatore e animatore dell'associazione omofila "Arcadie", il primo movimento omosessuale francese, che pubblicherà mensilmente l'omonima rivista "letteraria e scientifica", dal gennaio 1954 al 1982, uno tra i primi periodici di approfondimento sull'omosessualità.
Tra le attività dell'associazione omofila, che per anni furono punto di riferimento della vita gay di Parigi, l'organizzazione di conferenze, banchetti e balli pomeridiani nel locale in Rue du Château d'Eau a Parigi.

La rivista, sobria nei toni e nei contenuti, si rivolgeva, come spiegava il fondatore in una lettera alla scrittrice Marguerite Yourcenar:

« a tutti gli isolati, a tutti gli abbandonati e a tutti gli infelici che vivono in provincia: a costoro noi vogliamo portare un conforto, una presenza[2]". »

Maurizio Bellotti, un collaboratore italiano del periodico, ricorda così l'attività di Baudry:

« amava molto la sua rivista e cercava di darle prestigio coinvolgendo grandi intellettuali dell'epoca, ma era un’impresa difficile, perché avevano paura di esporsi. Per esempio, Francois Mauriac rifiutò di essere coinvolto, perché lui era cattolico e molto moralista e rifiutò anche Marcel Jouhandeau, autore più noto in Francia che in Italia, anche lui omosessuale ma fervente cattolico e antisemita. Invece, si deve ricordare l'appoggio dato alla rivista dal raffinatissimo intellettuale francese Roger Peyrefitte, uno degli autori che parlò apertamente della propria omosessualità e che scrisse il bellissimo libro L'esule di Capri dedicato alla vita e agli amori del Conte Fersen[3]". »

Il periodico, acquistabile solo per abbonamento e non nelle edicole, veniva spedita via posta e fino al 1960, in ogni numero, conteneva un inserto speciale di fotografie di nudo e seminudo maschile. Il Governo francese proibì la rivista ai minori dal 1954 al 1975. Nel 1956 Baudry fu condannato a pagare una multa di 40 mila franchi per offesa alla morale.

Nel 1957 Baudry fondò la "Clespala" ("Club letterario e scientifico dei paesi latini") per offrire un'alternativa agli omosessuali parigini che non apprezzavano il cruising nei bar, nei gabinetti pubblici o nei parchi e che non amavano i bar o i ristoranti gay. Ai balli pomeridiani invitava anche la polizia, perché osservasse il comportamento esemplare dei membri dell'associazione.

Dopo il 1968, con l'apparizione di un movimento omosessuale più radicale, gli spazi di Arcadie e Clespala si assottigliano, tanto che Baudry lamenterà che gli omosessuali "non hanno più un'anima, solo un corpo". Rimarrà comunque una figura di riferimento e parteciperà a numerosi dibattiti pubblici, anche in radio e tv.

Nei primi anni Ottanta del Novecento incominciano le difficoltà economiche, aggravate anche da una verifica fiscale e dalla concorrenza di riviste nate dopo il Sessantotto come Gai Pied.

Nel 1982, a sessant'anni, liquida la rivista e il club e si trasferisce a Napoli con il compagno Giuseppe.

Il pensiero

La rigidità morale degli studi in seminario spiegano la cifra dell'approccio discreto, moderato e conservatore di André Baudry alle tematiche della liberazione omosessuale.

Paradigmatico di questo approccio che non tollerava eccessi, per esempio, il suo rifiuto dell'uso della parola "omosessuale" alla quale preferiva "omofilo", nel senso di persone che trovava la sua completezza fisica, erotica, psicologica e morale con una persona dello stesso sesso.

Il suo approccio pionieristico, che contiene elementi di novità nel richiamare alla necessità di offrire dignità e visibilità agli omosessuali e nel rivendicare il diritto alla felicità degli omosessuali, e nell'educarli all'accettazione di loro stessi grazie alla rivista Arcadie, ebbe l'indubbio risultato di aprire la strada ai movimenti gay più radicali degli Anni Settanta del Novecento.

Note

  1. Anne Chemin, André Baudry, le fondateur de la revue « Arcadie », est mort, 7 febbraio 2018.
  2. Anonimo, Addio a 95 anni allo scrittore André Baudry, fondò la prima rivista di cultura omosessuale, in "Funpage.it", 9 febbraio 2018
  3. Claudio Finelli, Addio ad André Baudry, fondatore di Arcadie. L'intervista al collaboratore italiano Maurizio Bellotti, in "Gaynews.it", 12 febbraio 2018.

Bibliografia

  • Aldrich, Robert and Wotherspoon, Who's who in gay and lesbian history: from Antiquity to World War II, Routledge, New York & London 2000, ad vocem.
  • Christopher Miles, Arcadie, ou l'impossible éden, "La Revue h", n. 1, 1996.
  • Frédéric Martel, Le Rose et le Noir, Les homosexuels en France depuis 1968, Le Seuil, Paris 1996 (il cap. III è ionteramente consacrato ad Arcadie a partire da due lunghe interviste a Baudry).
  • Georges Sidéris, "Des folles de Saint-Germain-des-prés au fléau social", in: Esther Benbassa & J.-C. Attias, La Haine de soi, Complexe, Bruxelles 2000.
  • Olivier Jablonski, voce: "Arcadie", in: Dictionnaire des cultures gays et lesbiennes, Larousse, 2003.
  • Julian Jackson, Arcadie: sens et enjeux de « l'homophilie » en France, 1954-1982, "Revue d'histoire moderne et contemporaine", Vol. 53, n. 4, 2006.
  • Julian T. Jackson, Sur l'homosexualité en France au XXe siècle (entretien avec Hervé Baudry), "La Ligne d'ombre", nº 2, 2007.
  • Julian Jackson, «Arcadie», La vie homosexuelle en France, de l'après-guerre à la dépénalisation, Éditions Autrement, Paris, 2009.

Filmografia

  • Arcadie. La vie homosexuelle en France de l'après-guerre à la dépénalisation, di Julian Jackson.

Voci correlate

Link esterni