Adolf Brand

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Adolf Brand

Adolf Brand (Berlino, 14 novembre 1874 – Berlino, 2 febbraio 1945) è stato un giornalista e insegnante tedesco. Fu uno dei primissimi militanti del movimento di liberazione omosessuale.

Der Eigene

Nel 1896 Brand iniziò a pubblicare un periodico anarchico Der Eigene ("Lo speciale" / "L'Unico"), che durò fino al 1932, e che dal 1899 si trasformò in periodico a tematica omosessuale. Il titolo della rivista fu ispirato dal libro del filosofo individualista anarchico Max Stirner, L'Unico e la sua proprietà, che aveva avuto un grosso influsso sul giovane Brand[1].
Der Eigene aveva una caratterizzazione di tipo accademico e letterario, con frequenti saggi teorici in cui veniva difesa la peculiare visione della pederastia educativa tipica dei suoi redattori. Si stima che possa avere avuto una media di circa 1500 abbonati per numero per tutta la sua esistenza, per quanto i numeri esatti non siano noti. Contrariamente a quanto spesso si legge, però, "Der Eigene" non fu la "prima rivista omosessuale della storia": tale primato spetta infatti ad "Uranus", di cui Karl Heinrich Ulrichs aveva pubblicato un unico numero nel gennaio 1870.
Inoltre, sia pure nel campo della pura ricerca scientifica, già nel 1896 Pasquale Penta aveva pubblicato l'"Archivio delle psicopatie sessuali", laddove "Der Eigene" avrebbe iniziato a occuparsi di questioni sessuali solo nel 1898/9. Resta comunque il fatto che assieme al celeberrimo "Jahrbuch für sexuelle Zwischenstufen" di Magnus Hirschfeld, nato nel 1899, "Der Eigene" fu uno dei primissimi periodici a tematica omosessuale al mondo, nonché quello che ebbe la vita più lunga nell'anteguerra.

I collaboratori comprendevano Erich Mühsam, il sessuologo Kurt Hiller, il romanziere John Henry Mackay (con lo pseudonimo di "Sagitta"), il fotografo Wilhelm von Gloeden, e i disegnatori Fidus e Sascha Schneider, oltre ai molti contributi di Brand stesso come poeta, polemista e fotografo di nudo. Nel 1899-1900 Brand fu inoltre l'editore di una delle primissime antologie di letteratura omoerotica della storia, curata dal militante omosessuale di destra Elisar von Kupffer (1872-1942), Lieblingsminne und Freundesliebe in der Weltliteratur, che godette di un buon successo, come dimostra il fatto che fu ripubblicata nel 1908.
Infine, Brand produsse e pubblicò anche molte foto di nudo maschile, che presentò come "studi antropologici" sulla bellezza della razza tedesca.

Il Gemeinschaft der Eigenen

Vignetta nella rivista Jugend contro il "Gemeinschaft", (11/10/1907). "Una donna, invero, non potrebbe mai essere un grande artista, perché non è in grado d'infrangere il paragrafo 175".

Quando Magnus Hirschfeld fondò nel 1898 la prima organizzazione per i diritti degli omosessuali (il Comitato scientifico-umanitario, WHK), riuscì inizialmente a coinvolgervi anche Brand. L'accordo fra i due non durò però a lungo: a causa di una diversa visione dell'omosessualità, Brand uscì dal WHK già nel 1903 per fondare la Gemeinschaft der Eigenen ("Società degli Speciali") in collaborazione con lo scienziato di destra Benedict Friedländer e di Wilhelm Jansen. A partire dal 1906 ebbero influenza sul Gemeinschaft der Eigenen anche le teorie del romanziere anarchico, romantico e pederasta John Henry Mackay (1864-1933), che viveva a Berlino[2].

In questa nuova organizzazione l'"amore fra maschi" era visto e propagandato come una componente intrinseca della virilità, di cui pertanto qualunque maschio può godere. Questa visione era ovviamente in conflitto con quella propugnata da Hirschfeld, il quale sosteneva che l'omosessualità era una condizione innata e individuale, tale da rendere le persone che sperimentavano desideri per il proprio sesso diversi dagli altri. Anzi, Hirschfeld sosteneva addirittura che l'omosessualità era basata su condizioni fisiche che potevano far parlare, in senso fisiologico, di un terzo sesso!

Il Gemeinschaft der Eigenen rifiutava invece qualsiasi collegamento tra effeminatezza ed omosessualità: lungi dall'essere un "terzo sesso", intermedio fra quello maschile e femminile, gli omosessuali rappresentavano la forma più pura di virilità. Il modello dichiarato di Brand e dei suoi seguaci era quello dell'eroismo dei guerrieri spartani e un ideale di omosessualità iper-virile che a loro dire avrebbe trovato spazio nella Grecia antica, oltre alle idee dell'"erotopedagogia" di Gustav Wyneken.
Oltre a ciò, per influsso delle idee del già citato Benedict Friedländer, la "Gemeinschaft" combatteva con sdegno l'approccio "scientifico" coltivato da Hirschfeld, giudicando la scienza uno strumento inadatto a capire l'esperienza amorosa, comprensibile solo attraverso l'arte e la letteratura. L'amore fra maschi non ha infatti radici biologiche (tutti gli uomini sono bisessuali), bensì culturali. Esso deriva dalla scelta di preferire il vincolo fra maschi, virile e superiore, a quello con la donna, che è inferiore al maschio, anche se poi il matrimonio eterosessuale è un'istituzione sociale necessaria e quindi va comunque praticato.

Il primo numero di Der Eigene (1896)

Brand propugnava insomma una sorta di bisessualità pederastica (e infatti si sposò, imponendo però alla moglie la coabitazione a tre con il suo amante Max Miede) vagheggiando un ideale d'omosessualità iper-virile tipica, a suo dire, della Grecia antica. Considerava dannoso alla società qualsiasi influsso delle donne sulla politica, rivelando tratti di autentica misoginia (un aspetto decisamente "di destra", che si accompagnava con l'antisemitismo rivelato dalle continue frecciate contro le origini ebraiche di Hirschfeld e con l'omofobia rivelata dalle allusioni alla sua effeminatezza e dalla netta condanna contro gli omosessuali effeminati). E' però scorretto affermare che fossero tout-court degli apologeti della pedofilia, cosa di cui sono stati accusati, sia perché nel loro ideale il legame erotopedagogico doveva essere assolutamente casto, sia perché la preferenza andava non a bambini prepuberi ma ad adolescenti già oltre la pubertà.
Il sodale di Brand, Friedländer, sognava addirittura un amore "cavalleresco" e pederastico fra un uomo e un ragazzino, un amore pedagogico, reso puro proprio dalla capacità dell'adulto di non trascendere nella sessualità (per propagandare tali idee nel 1906 fondò una sua associazione, la "Secessione del WHK", che però si sciolse quando egli si suicidò nel 1908).

Paradossalmente, per quanto Brand fosse chiaramente antinazista (anzi, fra tutti i militanti omosessuali non di sinistra dell'epoca egli fu uno degli antinazisti più coerenti, e non tentò gli improbabili "dialoghi" col nazismo in cui si lasciarono invece invischiare molti militanti di centro), Brand e il suo gruppo ebbero radici culturali in quello stesso nazionalismo virilista, irrazionalista ed antimodernista in cui le ebbe anche il nazismo, sia pure giungendo a conclusioni distinte.
L'organizzazione proponeva agli iscritti campeggi e trekking, e occasionalmente la pratica del nudismo come parte della Nacktkultur ("cultura del nudismo"), allora esistente in Germania. Sotto questo aspetto ebbe somiglianze con altri movimenti del tempo, come ad esempio i Wandervogel (che a loro volta ebbero punti in comune col nascente nazismo nell'ala capeggiata da Hans Bluher), che propagavano idee di liberazione dalla società opprimente e un ritorno alla natura. Wilhelm Jansen (1866-1943), co-fondatore del Gemeinschaft der Eigenen ed apologeta della pederastia sul modello "greco", fu in effetti uno dei maggiori finanziatori del Wandervogel e vi ricoprì diverse cariche direttive[3].

Un precursore dell'outing

Vignetta contro Brand (15/11/1907). "Che indegnità! Per aggravare la mia pena, mi hanno messo in un carcere femminile!".

Brand propose l'"outing" di uomini omosessuali celebri, molto prima che venisse coniato il termine. Ma quando nel 1907, durante lo Scandalo Moltke-Eulenburg, sostenne per iscritto che il Principe von Bülow (1849-1929) era omosessuale, non ottenne altro risultato che una condanna a 18 mesi di carcere per diffamazione[4].
In una successiva giustificazione dell'outing, Brand dichiarò:

« Quando qualcuno... aspira a impostare nel modo più dannoso gli intimi contatti amorosi degli altri... in quel momento la sua stessa vita amorosa cessa di essere un fatto privato[5]»

Il dopoguerra

Per tutta la prima guerra mondiale Brand e il Gemeinschaft der Eigenen limitarono le loro attività. Brand stesso fu arruolato per due anni nell'esercito tedesco, e qui sposò un'infermiera, Elise Behrendt.

Dopo la guerra l'applicazione del Paragrafo 175 declinò lentamente, ma nonostante la battaglia per la sua definitiva abrogazione proseguisse, rimase sempre in vigore. Il Gemeinschaft der Eigenen formò allora un "comitato d'azione" unificato, assieme al gruppo di Magnus Hirschfeld, per formulare una nuova proposta di legge. I due gruppi di fatto monopolizzarono l'azione politica omosessuale nella Germania del dopoguerra, dopo che nuovi movimenti di massa appena nati si rivelarono incapaci di darsi un coordinamento. Nel 1925 alcuni di questi gruppi si unirono al comitato per formare insieme il più ampio Cartello per la riforma della legge contro i reati sessuali. Nonostante la continua azione di lobbying sui parlamentari, però, la proposta di legge di riforma non fu mai votata ed anzi, a partire dal 1929, a causa del crescere delle agitazioni naziste e dell'avvicinamento, in chiave anticomunista, dei partiti moderati alle posizione naziste, venne meno qualsiasi ipotesi di riforma legale[6].

Agli inizi degli anni Trenta lo stesso Adolf Brand divenne bersaglio dei nazisti, che riuscirono infine nel 1933 a mettere a tacere "Der Eigene". I periodici a carattere omosessuale furono chiusi tutti dal nuovo regime nazista nel marzo 1933. Il 6 maggio 1933 l'Institut für Sexualwissenschaft fondato da Magnus Hirschfeld fu saccheggiato; pochi giorni dopo parte della biblioteca fu bruciata pubblicamente per strada.
Brand cercò di tenere duro e sopravvivere alle angherie ma, come denunciò il 29 novembre 1933 in una lettera circolare agli abbonati[7], in cui comunicava la bancarotta e la chiusura sia dell'editore che del movimento, subì cinque "perquisizioni" della polizia in cui gli fu sequestrato tutto (libri, archivio fotografico, inediti, arretrati della rivista), lasciandolo sul lastrico:

« Sono stato spogliato di tutto. Non mi è rimasto nulla da vendere e sono finanziariamente in rovina. Non so più da cosa io e i miei possiamo continuare a vivere, poiché il lavoro della mia intera vita è stato distrutto. E la maggior parte dei miei seguaci non ha neppure il coraggio di scrivere una lettera, per non parlare di sostenere il mio lavoro con qualsiasi tipo di finanziamento. La perdita causatami dalle confische e dalle proibizioni ammonta a circa 10.000 marchi[8]»

Significativo del carattere dell'uomo è peraltro il fatto che neppure in questa lettera Brand perse l'occasione di schizzare veleno contro Hirschfeld (la cui "attività pseudo-scientifica" è definita "un pericolo catastrofico per il nostro movimento"), né di applaudire alla polizia per avere chiuso i locali "immorali", quelli che a suo dire "davano una cattiva immagine" del mondo omosessuale, e che non erano altro che i locali d'incontro per omosessuali...

Dopo averlo privato dei mezzi di sussistenza, il nazismo lasciò indisturbato l'ormai anziano e isolato Brand per il resto dei suoi giorni, caratterizzati dal forzato silenzio e dal ritiro completo dalla militanza politica. Max Miede gli fu d'aiuto acquistando la casa che aveva condiviso con lui, permettendo a lui ed alla moglie di continuare ad occuparne una stanza.
Purtroppo Brand non sarebbe sopravvissuto al regime che lo aveva messo a tacere: lui e la moglie morirono infatti nelle ultime fasi della seconda guerra mondiale, nel corso d'un bombardamento americano, il 2 febbraio 1945.

Galleria d'immagini

Ritratti

Politici a cui Brand fece outing

Vignette sul processo per diffamazione Bülow contro Brand (1907)

Note

  1. Brand è spesso considerato dagli anarchici come appartenente alla loro scuola di pensiero, ma ciò è possibile solo al patto di non citarne le teorie razziali, misogine, elitarie e nazionalistiche. Si veda sul tema la voce dedicata da Wikipedia in inglese, "Queer anarchism", https://en.wikipedia.org/wiki/Queer_anarchism
  2. Hubert Kennedy, Anarchist of Love: The secret life of John Henry Mackay, Peremptory publications, San Francisco 2002.
  3. Richard Mills, A man of youth: Wilhelm Jansen and the German Wandervogel movement, "Gay Sunshine", n. 44/45, 1980.
  4. James Steakley, The early homosexual emancipation movement in Germany, The Ayer company, Salem 1982, p. 38 e Robert Aldrich e Garry Wotherspoon (curr.), Who's who in gay and lesbian history, Routledge, London 2002, 2 voll, vol. 1, p. 68.
  5. La frase è citata nella voce dedicata ad Adolf Brand nella versione in lingua inglese di Wikipedia.
  6. Brand cerca di fare di necessità virtù nel suo articolo, a tratti scoraggiato e a tratti sopra le righe, La fine della nostra battaglia per l'abolizione del paragrafo 175. Una conclusione di Adolf Brand, pubblicato su "Der Eigene", 1929, pp. 24-32.
  7. Il testo della circolare è in: Günter Grau e Claudia Schoppmann (curr.), Homosexualität in der NS-Zeit, Fischer, Frankfurt am Main 1993, pp. 63-65, online qui.
  8. Citazione tradotta dalla per la voce su Adolf Brand scritta da Hubert Kennedy per l'enciclopedia "lgbtq.com".

Bibliografia

  • Adolf Brand, Das Ende unseres Kampfes für Abschaffung des §175. Eine Erklärung von Adolf Brand, "Der Eigene", 1929, pp. 24-32 (La fine della nostra battaglia per l'abolizione del paragrafo 175. Una conclusione di Adolf Brand). (.pdf).
  • James Steakley, The early homosexual emancipation movement in Germany, Arno press, New York 1975 & The Ayer company, Salem 1982.
  • John Lauritsen, David Thorstad, Per una storia del movimento dei diritti omosessuali (1864-1935), Savelli, Roma 1979.
  • Joachim S. Hohmann (cur.), Der Eigene. Das Beste aus der ersten Homosexuellenzeitschrift der Welt, Foerster, Frankfurt 1981.
  • Günter Grau & Claudia Schoppmann, Homosexualität in der NS-Zeit: Dokumente einer Diskriminierung und Verfolgung, Fischer, Frankfurt am Main 1993. Tradotto come: Hidden Holocaust? Gay and lesbian persecution in Germany, 1933-45, Cassell, London & New York 1995.
  • Harry Oosterhuis (cur.), Homosexuality and male bonding in pre-nazi Germany: the youth movement, the gay movement, and male bonding before Hitler's rise: original transcripts from "Der Eigene", the first gay journal in the world, Routledge, New York 1991.
  • Mark Blasius & Shane Phelan (curr.), We are everywhere: a historical sourcebook of gay and lesbian politics, Routledge, New York 1997. (Si veda il capitolo: "The emergence of a gay and lesbian political culture in Germany".)
  • Marita Keilson-Lauritz, Die Geschichte der eigenen Geschichte: Literatur und Literaturkritik in den Anfängen der Schwulenbewegung am Beispiel des Jahrbuchs für sexuelle Zwischenstufen und der Zeitschrift Der Eigene, Verlag rosa Winkel, Berlin 1997.
  • Marita Keilson-Lauritz & Rolf Lang (curr.), Emanzipation hinter der Weltstadt: Adolf Brand und die Gemeinschaft der Eigenen, Müggel-Verlag Rolf F. Lang, Berlin-Friedrichshagen 2000. Vi si veda in particolare il contributo di Harry Oosterhuis, "Adolf Brand und die Schwulenbewegung", alle pp. 69-84.
  • Harry Oosterhuis, voce: "Brand, Adolf", in: Robert Aldrich & Garry Wotherspoon (curr.), Who's who in gay and lesbian history: from antiquity to World War II, Routledge, New York 2001, pp. 68-69.

Voci correlate

Link esterni